FIX-2026-0001
Telemarketing abusivo e furto di pratiche per cambiare luce e gas
Non è solo una telefonata fastidiosa. Nei call center abusivi circolano documenti privati che servono alle aziende di vendita di luce e gas per cambiare fornitore, fare una voltura o attivare una nuova utenza. In questi fogli ci sono dati sensibili: il codice del contatore (POD o PDR), chi era il fornitore prima e chi dovrebbe diventare dopo, la data esatta di attivazione, nome e contatti del cliente. Con queste informazioni chi chiama può fingersi il fornitore o spingere un cambio non richiesto verso operatori come Enel, Edison e altri. Una delle parti più gravi riguarda anche i negozianti italiani che lavorano al banco: quando il punto vendita chiude il contratto e spedisce i documenti nella catena commerciale, i call center abusivi possono riceverli quasi in tempo reale. Poi richiamano il cliente con la pratica già in mano, lo convincono con un trucco e gli fanno firmare o confermare un altro contratto. Il negoziante perde il guadagno sul lavoro già fatto; il cittadino crede di parlare con un canale ufficiale; il fornitore di luce e gas riceve una pratica sporca. In sintesi succede questo: (1) documenti personali e commerciali finiscono dove non dovrebbero; (2) chi chiama ignora il Registro Pubblico delle Opposizioni e spesso usa numeri di telefono falsi; (3) si forza il cambio fornitore, a volte anche grazie a accessi abusivi a caselle, piattaforme o canali di scambio documenti delle aziende energetiche; (4) i negozi regolari subiscono una concorrenza sleale. Il Garante Privacy ha ricevuto 104.433 segnalazioni di telefonate moleste nel 2025 e 37.313 tra gennaio e giugno 2026; AGCOM ha bloccato 49,3 milioni di chiamate con numeri mobili italiani contraffatti nei primi 11 giorni di filtro. Questi numeri raccontano quanto è grande il problema al telefono: il cuore della questione, però, è che pratiche di cambio luce/gas circolano fuori dai posti in cui dovrebbero restare — le aziende energetiche e i loro intermediari autorizzati.
Area: Telecomunicazioni e privacy · Segnalato: · Aggiornato: · Autore: Redazione FixItalia
Come funziona la falla
- E1 — Possesso illegale di pratiche private di cambio luce/gas: Nei call center abusivi circolano fascicoli destinati alle aziende energetiche: codice del contatore (POD/PDR), fornitore uscente e entrante, data di attivazione e anagrafica del cliente. Non sono liste di marketing pubblico: sono documenti riservati del rapporto con il fornitore di luce o gas.
- E2 — Uso delle pratiche per cambi e attivazioni non chiesti: Con codice contatore, fornitori e data di attivazione il call center può spingere o simulare un cambio fornitore o una voltura verso Enel, Edison e altri operatori, senza un consenso davvero consapevole. Spesso succede proprio dopo che un negozio ha già raccolto e spedito i documenti: il cliente viene ricontattato con la pratica completa e il contratto viene dirottato.
- E3 — Accesso abusivo ai canali dei fornitori di luce e gas: Se queste pratiche interne circolano in modo sistematico, qualcuno le sta prendendo dove non dovrebbe: accessi non autorizzati a sistemi, caselle di posta o piattaforme di scambio documenti, oppure kit commerciali riservati usciti dall’azienda. Non è solo telemarketing: è anche un furto di informazioni contro imprese del settore energia.
- E4 — Numeri di telefono falsi e Registro delle Opposizioni ignorato: Le chiamate spesso mostrano un numero diverso da quello reale e ignorano chi si è iscritto al Registro Pubblico delle Opposizioni. Così raggiungono il cliente già con la pratica pronta, riducendo il tempo per farsi spiegare e aumentando il rischio di una conferma non voluta.
- E5 — Catene opache e rivendita dei dati del cliente: Committenti, subagenzie e call center non tracciati (anche fuori dal Registro degli operatori di comunicazione) fanno circolare e rivendere le stesse pratiche. Una volta uscite dal percorso legittimo — anche dai canali usati dai negozi — codice contatore e dati di attivazione restano riusabili per altre campagne e altri raggiri.
- E6 — Contratti soffiati ai negozianti fisici quasi in tempo reale: I negozianti italiani che acquisiscono legittimamente un cliente luce/gas trasmettono i documenti di cambio fornitore nella catena commerciale. Quegli stessi fogli arrivano ai call center abusivi quasi subito: il cliente viene ingannato (spesso con numero falso e dati già noti a chi chiama) e il contratto viene dirottato. Il punto vendita perde il guadagno sul lavoro già fatto; a pagare non è solo il cittadino, ma anche il negoziante regolare.
Norme coinvolte
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) — artt. 5, 6, 32 — tutela: Liceità, minimizzazione e sicurezza del trattamento dei dati personali; obbligo di misure tecniche e organizzative adeguate.; aggirata: POD, anagrafica e date di attivazione vengono trattati e diffusi fuori dalle basi giuridiche e dai perimetri di sicurezza previsti.
- D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy) come modificato dal D.Lgs. 101/2018 — tutela: Tutela nazionale dei dati personali, sanzioni e illeciti connessi a trattamenti non autorizzati.; aggirata: Il traffico di fascicoli cliente/switch costituisce trattamento illecito di dati personali e, nei casi più gravi, fattispecie sanzionate dal Codice.
- Art. 615-ter c.p. (accesso abusivo a un sistema informatico o telematico) — tutela: Punisce chi si introduce o si mantiene abusivamente in un sistema informatico protetto.; aggirata: L’acquisizione di documenti riservati dalle piattaforme o dai canali delle utility / intermediari può integrare accesso abusivo ai sistemi aziendali.
- Art. 640-ter c.p. (frode informatica) — tutela: Tutela il patrimonio e la correttezza delle procedure informatiche da alterazioni fraudolente del funzionamento di sistemi.; aggirata: Uso di dati esfiltrati per alterare o indurre pratiche di switching/attivazione non volute dal cliente.
- D.P.R. 27 gennaio 2022, n. 26 (Registro Pubblico delle Opposizioni) — tutela: Diritto di opposizione all’uso della numerazione per marketing telefonico.; aggirata: I call center abusivi ignorano il RPO e contattano comunque i numeri iscritti, spesso già muniti del dossier di switch.
- Delibere AGCOM 106/25/CONS e 271/25/CONS — tutela: Misure tecniche anti-spoofing sulle numerazioni italiane contraffatte.; aggirata: Lo spoofing residuo e le numerazioni non coperte dal filtro continuano a mascherare l’origine delle chiamate commerciali abusive.
- Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005) — pratiche commerciali scorrette — tutela: Divieto di pratiche ingannevoli e aggressive nella vendita a distanza e nel telemarketing.; aggirata: La chiamata con dati di fornitura già in mano induce il consumatore a credere a un rapporto preesistente o a un’urgenza di switch.
Fonti
- Garante per la protezione dei dati personali — Telemarketing molesto, strategie e difese per ridurre gli squilli — 28/09/2026
- Garante per la protezione dei dati personali — Provvedimento del 23 luglio 2026, doc. web n. 10277005
- AGCOM — Filtro anti-spoofing, nei primi 11 giorni bloccate 49,3 milioni di chiamate illecite da numerazioni mobili — 29/12/2025
- AGCOM — Delibera 106/25/CONS
- AGCOM — Delibera 271/25/CONS
- Registro Pubblico delle Opposizioni — Informazioni per il cittadino
Changelog
- Attivazione dei filtri anti-spoofing — 19/11/2025 · @AGCOM
- Registro Pubblico delle Opposizioni esteso alle numerazioni mobili
- Rafforzamento della tracciabilità dell'intera filiera commerciale
- Identificazione verificabile delle chiamate commerciali